A Floriana, poco distante dalla famosa chiesa di San Publio, si trova la cappella di Sarria, di piccole dimensioni ma dall’originale forma rotonda. Le origini della chiesa di Sarria risalgono addirittura al XVI secolo, infatti nel 1585 il Cavaliere Fra Martin Sarria Navarra fece costruire una cappella dedicata all’Immacolata Concezione.

La chiesa originariamente non aveva l’attuale forma rotonda che fu voluta dal Gran Maestro Nicholas Cottoner, in ringraziamento della fine della peste. La grande epidemia infatti colpì anche Malta nel 1675-1676, provocando numerose vittime e Il Gran Maestro Cottoner pregò con fiducia l’intercessione della Vergine Maria affinché finisse la peste. L’11 Aprile del 1675, Il Gran Maestro insieme al Consiglio dell’Ordine dei Cavalieri, decisero di costruire una nuova cappella dedicata all’Immacolata Concezione in segno di ringraziamento.
Ogni anno, l’8 dicembre si sarebbe tenuta una processione, in onore della Madonna dalla Co-Cattedrale di San Giovanni alla chiesa di Sarria e ritorno a Valletta. La prima pietra della nuova cappella fu posta l’8 dicembre del 1696 su progetto dell’artista Mattia Preti e sotto la direzione dell’architetto Lorenzo Gafà. Non si sa esattamente se la chiesa originale fu demolita del tutto o se la nuova cappella di forma rotonda fu costruita intorno alla vecchia struttura.

La chiesa di Sarria, un capolavoro del grande Mattia Preti
La chiesa di Sarria, rappresenta un vero gioiello ed un capolavoro del grande Mattia Preti, l’unica ad essere stata da lui progettata. Il pittore di origini calabresi, si trasferì a Malta nel 1660 e divenne subito Cavaliere dell’Ordine. È molto famoso per i numerosi dipinti barocchi che si possono ammirare in tutto l’arcipelago così in particolare nella chiesa di Sarria.

Appena si entra lo sguardo è catturato dalla grande tela sopra l’altare, dedicata all’Immacolata Concezione. Il dipinto raffigura la vittoria sulla peste che aveva annientato un terzo della popolazione maltese. La Vergine Maria è al centro circondata da angeli che depongono le spade, a simboleggiare la sconfitta del male. In basso ci sono gli appestati che invocano la grazia. Sopra di Lei, Dio e lo Spirito Divino (la colomba bianca) osservano con approvazione il trionfo del bene. Da notare che il dipinto è come incorniciato da un drappeggio nero sostenuto da cherubini.
Ciò rappresenta una scenografia prettamente barocca. Altri tre dipinti raffigurano santi considerati tradizionalmente intercessori della peste. Si tratta di San Rocco, Santa Rosalia, San Sebastiano mentre in un altro è rappresentato San Nicola, il santo patrono di Bari. Le due lunette invece sono dedicate al tema della caduta di Lucifero con l’Arcangelo Michele che lo spinge all’inferno e ad un’allegoria dell’Ordine di San Giovanni.

Tutto il ciclo dei dipinti del maestro calabrese, insieme alla grande tela sull’altare, sono dunque strettamente collegati tra loro al tema “iconoclastico pestilenziale”, secondo un preciso e specifico progetto. Mattia Preti seguì in prima persona la composizione dei vari dipinti affinché costituissero un tutt’uno con l’interno circolare della chiesa. Nonostante le sue ridotte dimensioni rispetto ad altre chiese maltesi, Sarria merita sicuramente una visita perché rappresenta un prezioso capolavoro barocco. In essa il “Cavaliere Calabrese” ha veramente espresso tutta la sua formidabile eccellenza artistica, curandone minuziosamente l’intera progettazione.





