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San Valentino tra sacro e profano…

Il 14 febbraio, festa di San Valentino, si celebra l’amore: nell’aria si respira romanticismo e le vetrine dei negozi  vengono decorate con un tripudio di cuori  e palloncini rossi, rose vellutate e sfavillanti gioielli. Nei ristoranti propongono menù a tema, talvolta con ammiccanti richiami afrodisiaci. Le agenzie di viaggi pullulano di proposte di week end per le coppie, in città d’arte, borghi antichi o rilassanti centri benessere. Le pasticcerie ci deliziano con un trionfo di cioccolatini, biscotti, muffin e torte a forma di cuore. Ma qual è l’origine di questa simbolica festa, che oggi sembra avere perso la sua connotazione religiosa per trasformarsi in una festa commerciale? E perchè  San Valentino è venerato in tutto il mondo come il protettore degli innamorati?

L’origine di questa festa è in realtà associata alla festa pagana dei Lupercali, la festa della fertilità che si celebrava nell’antica Roma il 15 febbraio, in onore del Dio Fauno, protettore delle greggi e del raccolto. Tra i rituali, che accompagnavano tali celebrazioni, c’era “la lotteria degli innamorati”, che consentiva a giovani coppie di unirsi, attraverso una sorta di estrazione a sorte. L’avvento del Cristianesimo bandì questi rituali profani e, per dare una dignità religiosa alla festa degli innamorati, si scelse di anticiparne la data al 14 febbraio e di dedicarla a San Valentino. 

San Valentino, vescovo e martire, fu cittadino di Terni, in Umbria. Subì il martirio nel 273 D.C. Ci sono molte leggende che spiegherebbero la sua consacrazione a Patrono degli innamorati. La più famosa, nata nei paesi anglosassoni, narra che egli fosse solito donare ai giovani suoi visitatori un fiore del suo giardino. Tra due di questi giovani, nacque un amore profondo, a cui seguì  un’unione tanto felice che molte altre coppie seguirono il loro esempio. San Valentino decise pertanto di dedicare un giorno dell’anno ad una benedizione nuziale generale.
San Valentino, oltre a essere il patrono degli innamorati, è anche il patrono delle persone che soffrono di epilessia e il patrono degli apicoltori. 

A Terni, nel 1605,  sui resti di precedenti templi, venne eretta una basilica dedicata a San Valentino, dove sono conservate le reliquie del Santo, che venne proclamato patrono della città nel 1644. La Basilica è meta di pellegrinaggio di molti fedeli e ogni anno, la domenica antecedente il 14 Febbraio, vi si celebra la ”Festa della Promessa”, alla qualepartecipano giovani fidanzati in procinto di sposarsi, provenienti da ogni parte d’Italia. I fidanzati giungono a Terni per scambiarsi un voto d’amore nella Basilica, insieme a coppie che celebrano le nozze d’argento o d’oro e rinnovano le promesse di matrimonio.

Oltre a Terni, in Italia ci sono altri paesi, in cui si tengono particolari festeggiamenti, in onore di San Valentino. A Palmoli, in provincia di Chieti, il pavimento della Chiesa di Santa Maria delle Grazie viene ricoperto con un tappeto di foglie d’alloro, simbolo della potenza, gloria e martirio del Santo.
A Quero, in provincia di Belluno, si tiene una singolare festa. Nella Chiesa di San Valentino, risalente al 1696, in cui , dopo la benedizione delle arance, i frutti vengono fatti rotolare dal pendio annesso all’oratorio della Chiesa. Il tradizionale lancio delle arance coinvolge tutti i bambini del Paese, i quali, armati di retini da pescatore, accorrono con gioia per raccogliere le arance cadute nelle fredde acque del torrente sottostante.

 Il legame di San Valentino con le arance diventa sontuoso e trionfale a Vico del Gargano, in provincia di Foggia, definito il “Borgo dell’amore”. Nel 1618 i Vichesi scelsero San Valentino come Santo Patrono, per proteggere gli agrumeti dagli inverni rigidi, a testimonianza del legame profondo esistente tra spiritualità e territorio. La statua del Santo viene addobbata con un baldacchino di arance e zagare e poi portata in processione per le strade del paese, le cui viuzze sono riccamente decorate con agrumi. Il borgo si anima con il romantico “Vicolo del bacio”, una stradina del centro storico, lunga  30 metri e larga 50 centimetri, e il “Pozzo delle promesse “, dove gli innamorati, suggellano il loro amore con un bacio ed una promessa di fedeltà.

In Sardegna San Valentino è su santu coiadori, ‘il santo che sposa’. L’unica chiesa isolana dedicata al protettore degli innamorati è a Sadali, pittoresco centro di origine medioevale della Barbagia di Seulo. Il paese festeggia il suo patrono ben tre volte all’anno: il ‘classico’ 14 febbraio, l’8 maggio e il 6 ottobre. La devozione deriva da una leggenda: un uomo che vagava portando con sé una statuina del santo, fece sosta a Sadali, di fronte a una cascata. Alla ripresa del cammino, nonostante gli sforzi, non riuscì a smuovere la statua. I sadalesi custodirono gelosamente la statua e costruirono una Chiesa di fronte alla cascata, dedicata a San Valentino. 

Cascata di San Valentino Sadali

Anche a Malta, nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione a Balzan, sono conservate le reliquie di San Valentino. Queste reliquie furono portate a Malta nel 1784 dal canonico capitolare Mons. Lorenzo Grech Delicata, originario di Balzan, che nel 1820 le donò alla parrocchia. Con gli anni si sviluppò una graduale devozione verso il santo, all’interno della comunità maltese, che raggiunse l’apice quando, nel 1837, il Papadecretò che i fedeli potevano ricevere l’indulgenza plenaria il giorno di San Valentino. La festa di San Valentino, inizialmente celebrata con una grande celebrazione popolare, negli anni successivi subì una fase di declino. Oggi il Santo viene ricordato solo con una messa.  Le reliquie di San Valentino sono ancora esposte sull’altare laterale dedicato a San Michele, nella navata della chiesa.  

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