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I biscotti quaresimali

Tempo di Quaresima….tempo di sacrifici e rinunce….
Dopo gli eccessi del Carnevale, con il Mercoledì delle ceneri inizia un periodo di 40 giorni, in cui i fedeli più rigorosi praticano digiuno ed astinenza, in alcuni giorni di precetto, e si astengono dal mangiare carne il venerdì. I golosi dolci del Carnevale diventano un vago ricordo e vengono sostituiti con biscotti  più semplici e salutari.

I biscotti maltesi , tipici del periodo quaresimale, si chiamano Kwarezimal: sono biscotti di forma oblunga, con una consistenza leggermente gommosa, croccanti all’esterno e morbidi all’interno.La loro particolarità consiste negli ingredienti: sono biscotti privi di burro, di uova, lievito e lattosio e vengono preparati con mandorle, cacao, un mix di spezie,arancia, limone, miele e acqua di fiori d’arancio. Ciò li rende perfetti anche per chi è vegano o soffre di intolleranze alimentari. Questi dolci fecero la loro comparsa nel periodo dei Cavalieri, quando , nel periodo quaresimale , era proibito l’uso di grassi di origine animale e venne ridotto l’uso dello zucchero, considerato una spezia molto costosa, privilegiando l’uso del miele. 


Anche in Italia, in alcune regioni, ci sono dei biscotti tipici del periodo quaresimale, ognuno con una sua peculiarità. In Liguria abbiamo i Quaresimali Genovesi, fatti con mandorle, zucchero, albume  e acqua di fiori d’arancio, ricoperti con una glassa bianca o colorata e decorati con confettini e codette di zucchero.
In Sicilia troviamo i Quaresimali Siciliani, detti anche “ Pupatelli”, simili per forma  e consistenza ai cantucci, ma con un profumo più intenso, grazie all’uso di cannella, cedro candito e chiodi di garofano.


In Toscana ci sono  i Quaresimali Fiorentini, con un impasto al cacao, la cui particolarità è quella di avere la forma delle lettere dell’alfabeto, per onorare  le parole delle Sacre Scritture.  


Nel Lazio, a Roma, non possono mancare i Maritozzi Quaresimali, piccoli e soffici panini dolci, arricchiti con  pinoli  e uvetta. Le loro origini sono antichissime  e  vengono impastati con un mix di ingredienti tipici della cucina ebraico-romanesca. Questi deliziosi dolci erano, in passato, noti per essere il dolce degli innamorati. Il primo venerdì del mese di marzo era consuetudine offrire alle future spose “ er maritozzo santo”, che conteneva l’anello di fidanzamento o un altro gioiello,  dolce e simbolica promessa di matrimonio.

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