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“Il Grande Assedio di Malta del 1565-Nascita di Valletta”: intervista a Massimiliano Pulvano Guelfi di Scansano

La magnifica Co-Cattedrale di San Giovanni a Valletta ha ospitato la prima esecuzione assoluta del poema sinfonico Il Grande Assedio di Malta del 1565Nascita di Valletta, composto da Pietro Cangiano. Quest’opera, che celebra un capitolo cruciale della storia maltese ed europea, è stata un dono dell’Ambasciatore d’Italia, Fabrizio Romano, al popolo maltese al termine del suo mandato. Diretta dall’autore, con la Malta Philharmonic Orchestra, il Coro Ars Cantandi e il tenore Michael Alfonsi, la composizione in nove movimenti ha incantato il pubblico con melodie vibranti, colori orchestrali intensi e un’interpretazione potente e coinvolgente. Un evento indimenticabile che ha unito musica, storia e emozione. Massimiliano Pulvano Guelfi di Scansano ci racconta come è iniziata, tre anni fa, la progettazione di questo memorabile evento musicale.


Ci racconti com’è nata l’idea di questo evento unico, che porta in scena un poema sinfonico sul Grande Assedio di Malta del 1565?

Tutto è iniziato nel 1996, quando sono arrivato a Malta per ricerche genealogiche sulla mia famiglia, legate al riconoscimento di nobiltà di un mio antenato ammesso tra i Cavalieri Giovanniti nel 1608. Visitando l’arcipelago, sono rimasto incantato dalla bellezza di Valletta e dalla storia del Grande Assedio. Tra il 2017 e il 2019 ho approfondito l’argomento, studiando documenti negli Archivi di Stato di Malta e dell’Ordine di Malta a Roma. Ho trovato dettagli inediti, come il canto Malta d’Or, Malta d’Argento intonato dai marinai ciprioti e greci, o la vera data della morte di Dragut, il 23 giugno 1565. Questi aneddoti mi hanno spinto a voler raccontare questa storia in modo nuovo, e ho pensato che la musica fosse il mezzo perfetto.


Come sei riuscito a coinvolgere il Maestro Cangiano in questo progetto?

È stato semplice: l’ho portato a Malta! Gli ho mostrato i luoghi, gli ho raccontato la storia da vicino, e lui, pur non essendo un appassionato di vicende militari, si è lasciato conquistare. La passione per questa storia e i dettagli che gli ho condiviso hanno acceso la sua vena creativa, portandolo a comporre il suo primo poema sinfonico, che narra in musica il Grande Assedio. È stato un momento magico vedere la sua ispirazione prendere forma.


Organizzare un evento di questa portata, con orchestra, coro e una prima mondiale, dev’essere stato complesso. Quali ostacoli hai affrontato?

È stata una vera sfida! Mettere insieme un evento con la Malta Philharmonic Orchestra, il coro, il tenore solista e le istituzioni come l’Ambasciata italiana e il Ministero della Cultura di Malta ha richiesto una grande coordinazione. Le agende di tutti – artistiche e istituzionali – erano già piene, e trovare una data che andasse bene per tutti, inclusa la disponibilità della Co-Cattedrale di San Giovanni a Valletta, è stato complicato. La Co-Cattedrale era l’unica location possibile, un luogo straordinario che ho sempre considerato la chiesa più bella del mondo. La svolta è arrivata grazie al nostro Ambasciatore, il dottor Fabrizio Romano, un grande appassionato di musica che ha creduto nel progetto fin da subito e lo ha sostenuto con entusiasmo.


La Co-Cattedrale di San Giovanni sembra avere un significato speciale per te. Perché hai scelto proprio questo luogo?

La Co-Cattedrale è il cuore della storia dei Cavalieri di Malta, un luogo intriso di spiritualità e bellezza. Quando l’ho vista per la prima volta, mi ha lasciato senza parole. È il palcoscenico perfetto per un evento che celebra il Grande Assedio, non solo per la sua storia, ma anche per l’atmosfera unica che trasmette. Non potevamo immaginare un altro luogo per questa prima mondiale.


Parliamo di Ars Cantandi, il brand della tua società, come si lega a questo progetto?

Ars Cantandi è il riflesso della mia vita e della mia passione per la musica sacra e il canto. Il nome viene da un antico manuale di Giacomo Carissimi, compositore del Seicento, e il logo include il tetragramma dell’Ave Maria in gregoriano, un omaggio alla mia devozione per la Madonna. La mia formazione, dai cori liturgici di Roma al canto gregoriano, ha plasmato questo progetto. Organizzare un evento che unisce musica, storia e spiritualità è il modo in cui Ars Cantandi prende vita.

Malta sembra avere un posto speciale nel tuo cuore, anche a livello personale. È così?

Assolutamente sì. Malta è la mia seconda casa, anche perché mia moglie è gozitana! Questo legame personale rende il progetto ancora più significativo. L’arcipelago, con la sua storia e la sua luce, mi ha sempre ispirato, e poter contribuire a celebrarne un capitolo così importante è un onore.

Un’ultima curiosità: come hai convinto le istituzioni a sostenere un progetto così ambizioso?

La chiave è stata la passione e la condivisione della visione. Quando ho proposto l’idea all’Ambasciata italiana, non è stato facile, ma l’incontro con l’Ambasciatore Romano ha fatto la differenza. La sua sensibilità per la musica e la sua comprensione del valore culturale del progetto hanno aperto le porte. Da lì, abbiamo lavorato insieme per due anni, superando ostacoli logistici e unendo le forze con il Ministero della Cultura di Malta e la Co-Cattedrale. È stato un lavoro di squadra, guidato dall’amore per l’arte e la storia.

Massimiliano Pulvano Guelfi di Scansano – Fabrizio Romano – Vincenzo Palazzo Bloise

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