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Sulla rotta dei tulipani: da Istanbul ad Amsterdam a Malta

Nel mio recente viaggio ad Istanbul, sono rimasta ammaliata dagli sgargianti colori dei tulipani, disseminati nei giardini di tutta la città. Ho scoperto che il tulipano è il simbolo della Turchia e lo si ritrova ovunque: sulle antiche maioliche del Palazzo Topkapi, nelle trame dei preziosi tappeti turchi, sulle pregiate sete turche. Persino i tipici bicchierini da cay (l’aromatico te turco) hanno l’insolita forma di un bulbo di tulipano! Dal 1 al 30 aprile c’è l’Istanbul Tulip (Festival internazionale dei tulipani) e  la città  viene adornata con 20 milioni di tulipani che, nel pieno della loro fioritura, esplodono in una favolosa nuances di colori.



Viene allestito anche un parco a tema, ” l’ Emirgan park”, che richiama il suo gemello olandese “ il Keukenhof” di Amsterdam, un vero giardino dell’Eden, formato da un’immensa distesa di tulipani e narcisi. I colori dei tulipani hanno un loro peculiare significato, nella simbologia dei fiori: quelli rossi simboleggiano l’amore, quelli gialli la gioia, quelli bianchi la purezza, mentre il raro tulipano nero la rarità ed irraggiungibilità.

Emirgan park

Anche l’isola di Malta  può vantare  una specie selvatica ed autoctona : il “ tulip sylvestris”, dal colore giallo intenso e dai petali appuntiti. Il Plant Biotechnology Center del Dipartimento per l’Agricoltura Maltese, negli anni passati, si è attivato per preservare questa rara specie e salvaguardarla dal rischio dell’estinzione. 

Tulipano maltese

Ma qual è l’origine di questo splendido fiore e come è arrivato in Olanda, considerata in Europa la patria del tulipano? Si ritiene che la coltivazione del tulipano abbia avuto origine in Persia, ma successivamente, con l’espansione dell’impero ottomano, i tulipani giunsero a Costantinopoli, dove adornavano le suntuose dimore dei sultani. Qui attirarono l’attenzione degli ambasciatori occidentali, ospiti alla corte di Solimano il magnifico. Nel 1554 l’ambasciatore austriaco Ogier Ghislain de Busbecq inviò dei tulipani al botanico francese, naturalizzato olandese, Carolus Clusius, il quale dapprima li coltivò nell’orto botanico imperiale di Vienna e poi nell’orto di Leida. Negli anni successivi i tulipani si diffusero nei Paesi Bassi, dove ne venne incrementata la coltivazione, con una selezione di varietà meno comuni, considerate talmente pregiate da divenire un bene di lusso, dalle quotazioni elevatissime.


Nel 1600 si assistette ad un’ ondata di speculazioni legate al commercio dei tulipani, chiamata anche “ Tulipomania”. Un singolo bulbo di tulipano arrivò ad essere quotato quanto un immobile prestigioso, con affaccio sui canali di Amsterdam. Nacque così la prima bolla speculativa , un evento finanziario in cui la differenza tra il prezzo ed il valore reale di un bene si amplifica , facendo aumentare i prezzi in maniera vertiginosa. Il crollo dei prezzi dei bulbi si verificò nel febbraio del 1637, con conseguenze economiche disastrose, che portarono alla rovina centinaia di investitori e le loro famiglie. 

Di questa follia collettiva se ne parla in un film del 2010, “ Wall street: il denaro non muore mai”, diretto da Oliver Stone. In una iconica scena, lo spregiudicato finanziere Gordon Ghecco, magistralmente interpretato da Michael Douglas, fissando un quadro con le quotazioni dei bulbi di tulipano nel 1600, parla di questa bolla speculativa, che ha costituto una pietra miliare nella storia del capitalismo economico. Perché un’intera nazione avrebbe rischiato il suicidio economico per dei bulbi di tulipano? Una risposta plausibile la dà Gordon Ghecco, con una battuta divenuta un cult:”It’s not about the money, It’s about the game. The game between people”(Nella versione italiana del film: “ Non sono importanti i soldi. Lo è la competizione. E’ giocare la partita e vincere…E’ solo questo).

Avreste mai immaginato che un innocuo e colorato fiore sia stata la causa di una  tra le più gravi crisi finanziarie della storia?  

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