Nelle vicinanze dell’ areoporto di Malta, in una strada di campagna, si nasconde “Ta Loretu Chapel”, una piccola ed antichissima chiesa consacrata alla Madonna di Loreto. Il nucleo originario della Chiesa risale al 1548, costruito per volontà del cavaliere Imberto de Molines, a titolo di ringraziamento verso la Madonna, per un’importante vittoria contro i Turchi. Egli, in segno di devozione per avere avuta salva la sua vita, decise di far erigere una cappella e ne commissionò le decorazioni interne, facendosi carico del costo di tutti i materiali. La facciata della chiesa è piuttosto semplice, priva di elementi architettonici frivoli. Al centro si trova un piccolo campanile squadrato che ospita una piccola campana ed è sormontato da un frontone triangolare e da una croce minore.

La chiesa ha due altari, quello principale in marmo dedicato a Nostra Signora di Loreto , mentre l’altro è dedicato alla Visita della Madonna a Elisabetta. Sull’altare principale venne realizzata una pala d’altare in legno a forma di arco normanno, opera di un artista sconosciuto, ancora oggi presente nella sacrestia. Il dipinto su tavola raffigura la Madonna con Gesù Bambino, che appaiono sulla Casa di Loreto sorretti da angeli. Un’iscrizione recita: “Fra Imbert de Molines, Priore de Alveria, MDXXXXVIII”. Alla destra della Madonna c’è San Giovanni Battista e il cavaliere Fra Imbert de Molines inginocchiato davanti a lei. La parte superiore ad arco del pannello è divisa in tre sezioni contenenti un gruppo centrale di Crocifissione, affiancato da un lato dalla Vergine inginocchiata e dall’altro dall’Angelo annunciante.
Nel 1693 una nuova pala d’altare sostituì quella lignea del XVI secolo. Questo bellissimo dipinto è dedicato alla Madonna di Loreto, raffigurata su una nuvola con angeli e con accanto San Giovanni Battista, Sant’Adriano e Santa Rita (o Santa Monica). Nella cappella vi è anche una statua in marmo della Madonna con bambino, nota come “ Madonna di Trapani”, risalente al 1535, realizzata da un’artista sconosciuto siciliano e donata da Warsbergh, il capitano di Bir Miftuh( Gudja). Questa statua era andata persa, ma venne ritrovata nel XIX secolo, ben nascosta in un pozzo, nelle vicinanze della chiesa. Sul piedistallo della statua troviamo l’iscrizione “E. H. Warsberg, Capitan di Birm” (che sta per Bir Miftuħ), e “Anno 35” (per 1535).

La cappella di Gudja accrebbe negli anni la sua popolarità e divenne ben presto meta di pellegrinaggio per i Cavalieri. Nel 1679, dopo la terribile epidemia di peste del 1676 che aveva ucciso 11.000 persone, la cappella originaria venne ampliata, in segno di riconoscenza del popolo perchè la cittadina di Gudja era stata risparmiata dalla morte nera. I costi per l’ampliamento vennero sostenuti dai Gran Maestri Gregorio Caraffa e Nikola Cottoner e da altri benefattori.
Durante la seconda guerra mondiale la Cappella venne usata dai Militari e divenne un bersaglio per i terribili bombardamenti che devastarono Malta , ma ne uscì quasi indenne, riportando solo danni minori nella parte laterale. Nonostante sia sopravvissuta alla furia della guerra, questa chiesa stava per essere demolita dagli stessi maltesi, per far posto all’ampliamento dell’aeroporto. Venne salvata solo grazie all’intervento dell’arcivescovo Mikiel Gonzi, del vescovo Gerada e del cappellano di Gudja Dun Vincent Balzan. La Chiesa viene aperta in occasione di festività religiose ed in concomitanza della ricorrenza della Madonna di Loreto, che si celebra il 10 Dicembre.

Nelle vicinanze della Chiesa vi è anche la nicchia di Nostra Signora di Loreto, datata 1763, ma riportata all’antico splendore grazie ad un recente restauro. La nicchia è contenuta in una torre quadrata a cui si accede tramite quattro gradini. Dietro la porta lignea della nicchia, si trova una rappresentazione in rilievo della Madonna di Loreto con San Francesco d’Assisi.
La storia della Madonna nera di Loreto, conosciuta anche come la Vergine Lauretana, patrona degli aviatori e molto amata dai marinai, ha un fascino suggestivo, avvolto da un mix di fede, storia e leggenda. Il Santuario di Loreto, edificato tra il 1469 e 1587, è ubicato nelle Marche, a poca distanza da Porto Recanati, e conserva al suo interno la casa di Nazareth, in cui la Vergine nacque e ricevette l’Annunciazione. La casa era costituita da una camera in muratura composta da tre pareti in pietra poste a chiusura di una grotta scavata nella roccia. La grotta è tuttora venerata a Nazareth, nella Basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, secondo l’antica tradizione, furono traslate fino a Loreto dagli Angeli. Una seconda interpretazione storica mette in risalto che nel 1291 i crociati furono espulsi dalla Terrasanta per opera dei musulmani e che alcuni cristiani salvarono dalla distruzione la casa della Madonna, trasportandola nell’antica Illiria, a Tersatto, dove divenne meta di pellegrinaggi. Successivamente, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294, fu trasportata nell’antico comune di Recanati, prima presso il porto, poi sulla cima di una collina,ricoperta di lauri: qui sorse la città di Lauretum, ovvero Loreto.
Oggi, grazie a nuovi documenti ritrovati, agli scavi archeologici a Nazareth e nel sottosuolo del Santuario di Loreto, l’ipotesi più accreditata è quella secondo la quale la Santa Casa fu trasportata a Loreto su una nave, grazie alla famiglia Angeli, una nobile casata che regnava in Epiro. Oltre alle tre pareti originali, a Loreto ne è stata edificata una quarta, quella dove è posta l’immagine sacra della Vergine Lauretana, prima rappresentata da un’icona e poi da una statua. La statua che oggi si può ammirare è del 1922, in quanto la precedente venne distrutta a seguito di un incendio.La particolarità di questa raffigurazione è il volto scuro, caratteristica comune alle icone ed alle statue più antiche. Spesso il colore scuro e bruno era dovuto ai fumi delle lampade ad olio e delle candele, che tendevano a scurire gli originari colori. La Vergine Lauretana il 24 marzo 1920 è stata proclamata da Benedetto XV patrona universale di tutti i viaggiatori d’aereo. Nel 2020, con l’indizione del Giubileo Lauretano, concesso da Papa Francesco, venne ricordato, nel suo centenario, questo speciale legame tra la Madonna lauretana e tutta l’aviazione civile e militare.





