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L’Ipogeo di Sant’Agata a Rabat

Venerdì 26 settembre si è svolta un’iniziativa culturale nel chiostro del Complesso monumentale della Chiesa di Sant\’Agata a Rabat. L’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l’ambasciata d’Italia, ha celebrato la Giornata Europea della Ricerca Scientifica, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire i risultati delle ricerche sull’Ipogeo di Sant\’Agata, condotte dalla Dott.ssa Chiara Cecalupo, Marie Curie Fellow all’Università di Malta. La dottoressa ha guidato i presenti attraverso la storia di questo importante complesso, oggetto di studi scientifici fin dal XIX secolo, anche da parte di studiosi di diverse nazionalità.


Un ruolo centrale nello studio delle catacombe è stato svolto dall’epigrafista Antonio Ferrua, che nel XX secolo organizzò le prime campagne di scavi archeologici nel sito. La Dott.ssa Cecalupo ha spiegato le peculiarità dell’ipogeo e ha illustrato il ritrovamento di pitture ancora in fase di studio, realizzate nella cripta adattata a luogo di culto nel XII secolo. Le ricerche hanno dimostrato che queste pitture sono state riadattate e modificate nel corso dei secoli. Alcuni frammenti del V secolo d.C. mostrano festoni che delimitano gli archi delle tombe più antiche e un volto stilizzato, ancora visibile all’ingresso della cripta, realizzato con il colore rosso. Altre parti della cripta ritraggono figure sacre, alcune con tratti che ricordano le icone bizantine e figure quasi rinascimentali, come si puo\’ cogliere nei dettagli dei panneggi delle vesti e nei volti.


Purtroppo, nel corso dell\’Ottocento con l\’apertura delle camere sotterranee e il loro riutilizzo anche per finalita\’ agricole, le pitture si sono deteriorate rapidamente. I tentativi di restauro, spesso invasivi, hanno alterato in modo significativo le immagini originali. Attualmente, gli studi mirano a recuperare e comprendere meglio il susseguirsi degli strati di pittura presenti sulle pareti della cripta utilizzando tecniche scientifiche avanzate.


La serata si è arricchita con la presentazione di Pawlu Mizzi, impegnato nel rilancio turistico del complesso, che include anche un museo con collezioni private di reperti interessanti ancora poco conosciuti. La visita si è conclusa con un tour guidato dalla Dott.ssa Cecalupo, tra il museo e la cripta dell’ipogeo. La struttura e\’ visitabile solo in certe giornate percio\’ occorre telefonare preventivamente. Un altro gioiello maltese da conoscere e far conoscere.

Foto di Martin Ullreich

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