L’isola di Gozo è conosciuta ed apprezzata per le sue baie da sogno, i suoi panorami mozzafiato ed i suoi numerosi tesori artistici, tra cui occupa un posto speciale il Santuario di Nostra Signora Ta’Pinu. Questa bellissima chiesa, immersa nella campagna alla periferia del villaggio di Gharb, fu costruita tra il 1920 e il 1931 sul sito di una precedente cappella del XVI secolo, ed è un luogo davvero unico di spiritualità e pace.


La storia del Santuario della Madonna di Ta’Pinu è circondata di leggende che esaltano ed accrescono il suo valore spirituale, per cui il sorgere della basilica appare ai fedeli come un desiderio della Madonna stessa di edificare in quel luogo un Santuario in suo onore. Si narra infatti che l’antica chiesetta del 1545 dovesse essere demolita perché in stato di abbandono e gravemente danneggiata. L’uomo incaricato della demolizione si ruppe un braccio e ciò fu interpretato come un segno premonitore della Beata Vergine per salvaguardare la Cappella a lei dedicata. Così i lavori furono bloccati e la chiesetta rimase lì al suo posto; successivamente nel 1619 fu abbellita con un dipinto a olio dell’Assunzione della Madonna, eseguito dal pittore italiano Amedeo Perugino su incarico di Filippo ‘Pinu’ Gauci, da cui la chiesa prende il nome. Questa tela è divenuta il simbolo del culto e della devozione alla Vergine Maria e si trova tuttora nel Santuario come pala dell’altare principale.


Un evento fondamentale per la costruzione del santuario fu ciò che accadde ad una donna chiamata Carmela Grima, il 22 giugno 1883, la donna sentì una voce mentre passava davanti alla cappella che la esortava ad entrare. La donna rimase prima spaventata ma poi si fece coraggio ed entrò, qui la voce le parlò di nuovo chiedendole di recitare tre Ave Maria e Carmela fece come le era stato detto poi tornò a casa. Successivamente la donna si ammalò e rimase a letto per circa un anno. Carmela guarì e rivelò il suo segreto all’amico Francesco Portelli che le confidò di aver sentito anche lui, presso la cappella, una voce femminile chiedergli di recitare delle preghiere. La madre malata di Francesco, guarì miracolasamente ed il vescovo, venuto a conoscenza dell’accaduto stabilì dopo diverse indagini che quella voce apparteneva veramente alla Beata Vergine. Numerosi fedeli cominciarono a recarsi alla chiesa, la cui fama come luogo di pellegrinaggio crebbe rapidamente. Fu così che nel 1920 si decise di costruire una nuova e grande basilica che inglobasse al suo interno l’antica chiesetta in cui Carmela Grima sentì la voce della Madonna.


All’esterno della basilica vi è un grande sagrato che accoglie i pellegrini e conferisce alla chiesa una straordinaria maestosità, in cui essa risalta anche grazie al meraviglioso paesaggio circostante di verdi colline. Nel sagrato si trovano anche gli straordinari mosaici del padre gesuita Marko Ivan Rupnik, essi simboleggiano i quattro misteri del Rosario ed invitano i fedeli alla preghiera. All’interno vi è una profonda armonia ed una meravigliosa luce calda che trapela dalle vetrate diffondendosi in ogni angolo. Su tutto domina il dipinto della Vergine di Ta’Pinu, verso cui ogni visitatore rivolge lo sguardo e soprattutto il cuore, invocando qualche grazia. All’interno della Basilica, vi sono anche le testimonianze di coloro che sono stati esauditi nelle loro preghiere, sulla parete laterale infatti si trovano numerosi ex-voto, donati dai fedeli in segno di gratitudine. Un altro evento che simboleggia la devozione alla Madonna di Ta’Pinu è quello in cui i genitori Le presentano i propri bambini, invocando la protezione materna sulla famiglia. La Madonna di Ta’Pinu, infatti è stata insignita da papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita nel 1990, del titolo di “Patrona delle famiglie cristiane”. Anche papa Benedetto XVI, in visita a Malta nel 2021, ribadì la particolare protezione della Madonna di Ta’Pinu alle famiglie e chiese di pregarla come “Regina della famiglia”.







